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A SERVIZIO DELLA REALTA'. Il
reportage narrativo dalla Fallaci a
Severgnini.
Il reportage narrativo, terra di
confine tra letteratura e
giornalismo, vive oggi un momento
felice poiché sembra per molti versi
rappresentare la nuova letteratura,
quella fatta da coloro che vanno a
caccia di storie nei luoghi più
disparati, remoti e straordinari del
pianeta. Il reportage narrativo
propone una nuova figura di
giornalista che utilizza le
contaminazioni possibili tra
divulgazione, informazione e
intrattenimento letterario.
Raccogliendo in volume gli articoli
pubblicati sul quotidiano, il
reporter non solo salva i propri
pezzi dall’oblio in cui l’odierno
accumulo di informazioni rischia di
confinarli, ma valorizza il proprio
ruolo di saggista e testimone del
mondo in cui vive. Ne deriva un
efficace dialogo con i lettori che,
in una società di massa, sono alla
ricerca di risposte affabili, non
troppo pensose e impegnative, ai
temi più assillanti del proprio
tempo. Il reportage narrativo offre
una vasta gamma di varianti: qui
vengono analizzate alcune tipologie
di reportage e si discutono dal
punto di vista linguistico alcuni
casi esemplari in grado di
illustrare le ragioni del riscatto
di questo genere. Sono stati messi
sotto la lente di ingrandimento
"Niente e così sia" di Oriana
Fallaci, "Sporche guerre" di Ettore
Mo, "Un indovino mi disse" e "In
Asia" di Tiziano Terzani, Dino
Buzzati al "Giro d'Italia", "Un
italiano in America" di Beppe
Severgnini, "Autosole" di Carlo
Lucarelli.
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"La lettura dei reportage di Tiziano Terzani conferma il fatto che si
debba considerare il reportage
narrativo come forma narrativa
flessibile, eclettica, aperta,
capace di riunire linguaggi, generi,
punti di vista. Terzani, uno
"stregone di viaggi" come acutamente
lo ha definito Ryszard Kapuscinski,
non si limita a descrivere luoghi,
ma racconta la sua esperienza, una
relazione soggettiva in cui il
lettore può riconoscere le sue
emozioni, ma anche una chiave per
orientarsi nella complicata realtà
orientale. Terzani è rappresentante
di un giornalismo all’insegna del
viaggiare e del raccontare, dove ciò
che conta è l’avventura, vissuta in
un mondo pieno di magia e di
mistero, resa con prosa vivace e
stile rapido".
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Silvia Zangrandi è ricercatore di
Letteratura italiana contemporanea
presso l'Università IULM di Milano e
insegna presso la Scuola Superiore
per mediatori linguistici Carlo Bo
di Milano. Ha pubblicato, tra gli
altri, studi su Buzzati, Meneghello,
Montale traduttore in prosa. Ha
collaborato al volume "Didattica
della scrittura" (2002) e ha
pubblicato il volume "Lingua e
attualità letteraria. Considerazioni
di narratori italiani sulla lingua
del XX secolo" (2006). Un
interessante commento sull'opera di Terzani è disponibile
nella pagina dei contributi:
clicca
qui.
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