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Autore: Paolo Pagani.
Anno: 1997.
Editore: Limina Edizioni.
Pagine: 150.
Nota: Intervista a T. Terzani.
Prefazione: Enrico Deaglio.
Sito: www.liminaedizioni.it.
 

LA SCRITTURA E' UN AEROPLANO.
L'avventura intellettuale di otto grandi firme del giornalismo italiano.


Come si scova una vocazione? Perché, e in che modo, si diventa giornalisti? Queste pagine contengono otto risposte, otto percorsi esemplari di formazione intellettuale, otto incontri-ritratti con autorevoli protagonisti dell'«industria delle coscienze», il pianeta dell'informazione.
Non vengono adulati, non vengono provocati. Vengono ascoltati e studiati con attenzione. Questo libro, che non si rivolge solo agli aspiranti cronisti, ma anche al semplice curioso contemporaneo, racconta il romanzo della scrittura come esperienza esistenziale.
Così Alberto Papuzzi sul n°8 de l'Indice del 1997: «Otto firme del giornalismo italiano raccontano la propria carriera e riflettono sui segreti del mestiere in questo libro di Paolo Pagani, giornalista del "Giorno", con prefazione di Enrico Deaglio, direttore del "Diario" de "l'Unità". Due donne, Lietta Tornabuoni e Lucia Annunziata, e sei uomini: Maurizio Chierici, Furio Colombo, Ezio Mauro, Gianni Riotta, Michele Serra, Tiziano Terzani. Dal punto di vista dello status professionale, due direttori (Annunziata e Mauro), due inviati speciali che hanno girato il mondo (Chierici e Terzani), due corrispondenti dagli Stati Uniti (Colombo e Riotta), due opinionisti con incursioni nel campo del costume e dello spettacolo (Serra e Tornabuoni).Che cosa accomuna vite giornalistiche così diverse? I buoni maestri: da Vittorio Gorresio a Fortebraccio, da Rossana Rossanda a Pintor, Ugo Stille e Gaetano Scardocchia. Diverso invece il contesto di formazione: il vecchio Pci per Serra e Tornabuoni, l'Olivetti d'oro per Colombo e Terzani, il passaggio dalla provincia alla capitale (Roma) per Annunziata e Riotta. In più c'è l'attenzione alla scrittura, come la forma attraverso la quale la notizia prende corpo e visibilità e il giornalista svolge la sua funzione. Conta moltissimo la scrittura nel nostro mestiere - dice Mauro. Chi pensa il contrario sbaglia. Un ragazzo che dicesse di aver scelto il giornalismo per scrivere avrebbe la mia solidarietà».




"...Forse Tiziano Terzani viene quassù perché ha letto André Malraux, che nel romanzo partigiano I noci dell'Altenburg scrive: «La patria di un uomo che può scegliere è là dove arrivano le nubi più vaste». Orsigna è la classica deriva, un Oriente rovesciato, vicino, italiano. Terzani ci arriva una volta l'anno. Prima, quando lasciava la sua Turtle House di Bangkok, la «casa della tartaruga»; d'ora in poi, partendo da New Delhi, India, dove vive e scrive. Lontana dallo stupidario delle redazioni, lontana dalle salmerie vocianti di un giornalismo ordinario e prevedibile, Orsigna è un nido d'aquila sull'Appennino tra Emilia e Toscana. La dice lunga, questa casa, sul carattere, sul "mood" così poco italiano di chi la abita, ancorché saltuariamente. Nubi veloci e fradice strofinano i castagni d'inverno. Una luce chiara e rigida, precisa, molto diversa dall'alito dolciastro e pesante del Tropico, fa scintillare i boschi d'estate. Come in un affresco maestoso." 




Paolo Pagani, laureato in filosofia con Mario Dal Pra, è giornalista professionista. 




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