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Ia edizione: 1984.
Editore: Longanesi & C.
Pagine: 272.
Tradotto in: inglese.
Sito: www.longanesi.it.

LA PORTA PROIBITA.


«Non ho scritto quello che ho scritto perché sono stato cacciato dalla Cina. Sono stato cacciato dalla Cina perché ho scritto quello che ho scritto.»
Nel febbraio 1984 (otto mesi prima che questo libro venisse pubblicato per la prima volta), Tiziano Terzani venne arrestato a Pechino, dichiarato «non adatto a vivere in Cina» e quindi espulso. Vi aveva risieduto per quattro anni (con la moglie e i figli) e aveva voluto vivere «da cinese», ma era arrivato a sentirsi veramente tale soltanto negli ultimi giorni, quando si era reso conto di aver ormai oltrepassato la «porta proibita» che dava accesso alla vera realtà cinese. Palpitante testimonianza di un uomo che ha voluto vivere «da dentro» una rivoluzione e ne ha pagato il prezzo, La porta proibita è un reportage e un'avventura di viaggio, ma soprattutto l'appassionante romanzo di un'avventura umana. 
Così ne parla De Giorgi sul n°9 de "L'Indice" nel 2000: "Terzani rimase in Cina qualche tempo, proprio quando, sotto la leadership di Deng Xiaoping, era iniziato il periodo delle riforme economiche. Vi prese residenza, assunse un nome cinese, viaggiò in ogni provincia, fuori dai circuiti ufficiali, mandò i propri figli a una scuola cinese. Qualche tempo dopo fu arrestato ed espulso dal paese con l'accusa di aver "trafugato tesori nazionali". Il libro raccoglie le cronache dei suoi viaggi nella Cina dei primi anni ottanta. I segni della rivoluzione culturale sono ancora ben presenti nel paesaggio, ad esempio nei monumenti distrutti; ma si percepisce anche il cambiamento. Gli scempi edilizi compiuti nella capitale, come nelle città provinciali, a partire dalla fondazione della Repubblica Popolare, hanno anticipato la frenetica speculazione edilizia delle riforme denghiste; le tensioni intraetniche emergono in Tibet e nel Xinjiang; la fine del collettivismo e il nuovo verbo individualista sembrano aver indebolito o cancellato qualunque forma di solidarietà sociale; il potere del Partito si basa sulla repressione e su un apparato poliziesco. E infine la Cina antica, colta, raffinata, elegante persino nelle sue manifestazioni popolari, sembra scomparsa, sopravvivendo a tratti solo nei rari vecchietti che allevano grilli o portano gli uccelli nelle gabbie a cantare nei parchi."



"...Nel 1949, quando i comunisti la presero, Pechino era ancora una città unica al mondo: un grande esempio di architettura, una città di struggente splendore che pareva fatta per vivere in eterno. Non è più così. La città aveva un magico incantesimo. Possedeva un fascino cui era impossibile sfuggire. «Pechino è l'ultimo rifugio dello sconosciuto e dei meraviglioso che esista al mondo», scriveva Pierre Loti nel 1900. «Una città che incute rispetto», la definì Arnold Toynbee nel 1930. Nel 1949, quando i comunisti la presero, Pechino era ancora una città unica al mondo: un grande esempio di architettura, una città di struggente splendore che pareva fatta per vivere in eterno. Non è più così. 
Pechino muore. Le mura sono scomparse, le porte sono scomparse, gli archi sono scomparsi. Scomparsa è la maggioranza dei templi, dei palazzi, dei giardini e ogni giorno che passa una fetta in più della secolare Pechino se ne va sotto i colpi inesorabili dei picconi e delle ruspe. La città ha perso quel suo ordine interno che era fatto per rispecchiare la geometria dell'universo. Dove un tempo c'erano armonia e perfezione, ci sono confusione e caos. «Se Venezia affonda, tutto il mondo piange e protesta. Se Pechino scompare, nessuno ci fa caso», dice Philippe Jonathan, un giovane urbanista francese che lavora all'Università Qing Hua e che conduce per ora, quasi da solo, una campagna per «salvare Pechino». «Le sorti di questa città dovrebbero interessare tutti, perché la grandezza di Pechino non è una questione soltanto cinese; appartiene alla cultura del genere umano»."





Edizione Inglese

Titolo: Behind the
    forbidden door: Travels
    in unknown China
Ia ed: gennaio 1986
Editore: Henry Holt & Co
Pag: 270
Tradotto da: ?
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Edizione Italiana

Titolo: La porta proibita
Ia ed: 2004
Editore: TEA
Pag: 272
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Edizione Italiana

Titolo: La porta proibita
Ia ed: 2000
Editore: TEA
Pag: 272
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Edizione Italiana

Titolo: La porta proibita
Ia ed: 1999
Editore: SuperPocket
Pag: 280
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Edizione Italiana

Titolo: La porta proibita
Ia ed: 1984
Editore: Longanesi
Pag: 284
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