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PELLE DI LEOPARDO.
Questo volume ripropone, con un
titolo che li accomuna e una nuova
introduzione dell'autore, i due
libri - da tempo introvabili e perciò
molto richiesti dai lettori - che
hanno segnato l'esordio di Terzani:
Pelle di leopardo (1973) e Giai
Phong!
(1976).
Il primo è il diario dei due anni
trascorsi seguendo le varie fasi del
lungo conflitto in Vietnam.
Nell'aprile del 1972, Tiziano
Terzani, giunse in Vietnam, nel
drammatico scenario della guerra
spaventosa che stava dilaniando il
paese orientale. Vi rimase tre anni
fino al marzo 1973. "Pelle di
leopardo" come la carta del
Vietnam a chiazze, a seconda che una
zona fosse occupata da una o l'altra
delle parti in lotta, è il diario
dell'esperienza da lui vissuta:
davanti ai suoi occhi e sulla sua
pelle, la morte e la distruzione, le
grandi battaglie che hanno fatto la
storia ma anche i piccoli e anonimi
conflitti di ogni giorno, dalle
difficoltà quotidiane della
popolazione civile per procurasi il
minimo sostentamento alla lotta per
la pura sopravvivenza.
Il secondo è un racconto dove
Terzani ricostruisce i retroscena
diplomatici e di guerra della
conquista di Saigon da parte dei
vietcong nel 1975. Scritte
letteralmente tra due fuochi (quello
americano e quello dei vietcong),
queste pagine descrivono non solo le
battaglie e gli orizzonti dello
scontro, ma anche le vicende
"semplici" della
popolazione civile, tra fabbriche,
scuole, chiese, rivoluzione e
sentimenti. Apparso per la prima
volta nel 1976, Giai
Phong! è
soprattutto il racconto "di
quel che la rivoluzione avrebbe
potuto essere", una riflessione
sulle possibilità di portare a
compimento una rivolta dal volto
umano, non a caso dopo venticinque
anni l'autore, nella prefazione,
dedica la ristampa alle nuove
generazioni, simbolo della speranza
e rinascita. Il libro viene tradotto
in varie lingue e selezionato in
America come "Book of the Month".
Il tempo trascorso ci riconsegna
queste pagine nella loro intatta
verità e bellezza.
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"...È assurdo, ma in prigione
mi sentivo più sicura. La città,
dopo esserne stata per tanto tempo
fuori, mi fa paura. Cammino e mi par
sempre d'essere seguita; ho
l'impressione che debbo sempre
nascondermi, che mi stanno cercando,
che debbo ancora scappare."
(Cao Que Tuong; militante politica
incarcerata dal 1970 al 1975 nel
Vietnam del Sud occupato dagli Usa)
"...Come una immagine
fotografica congelata nell'
immobilità dell' istantanea, Giai
Phong! in particolare riflette
ancora l' entusiasmo di quei giorni,
è pieno delle speranze che la
rivoluzione aveva suscitato. Io
invece, avendo vissuto il resto di
quella e altre storie, sono
diventato, com' è naturale e
giusto, un' altra persona: scettica
di tutte le promesse politiche e
sospettosa di ogni tipo di
rivoluzione. «Allora ti eri
sbagliato?» mi si chiede spesso. Al
fondo di questa domanda c' è una
provocazione che merita una
risposta, e la risposta è
sostanzialmente: «No». I fatti di
poi non possono mutare i fatti di
prima e quel che è successo in
Vietnam dopo la fine della guerra
non può cambiare il giudizio sul
significato del conflitto in sé.
Per la mia generazione fu
soprattutto una questione di
moralità.
Da una parte c'erano i vietnamiti
che combattevano una guerra di
indipendenza, la stessa che avevano
combattuto da quando, un secolo
prima, i francesi erano sbarcati
sulle loro coste ed avevano fatto
dell'Indocina una colonia; dall'
altra c' erano gli americani che
avevano rimpiazzato i francesi nel
loro tentativo neocolonialista, che
non avevano alcuna ragione di
immischiarsi negli affari di un
Paese così lontano dal loro e che
non avevano perciò alcun diritto «di
distruggerlo per poterlo salvare». Ogni generazione cerca degli eroi
con cui identificarsi, degli eroi a
cui ispirarsi. Per la mia furono i
vietcong."
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Edizione Italiana
Titolo: Pelle di leopardo
Ia ed: 2004
Editore: TEA
Pag: 456
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Edizione Italiana
Titolo: Pelle di leopardo
Ia ed: 2002
Editore: TEA
Pag: 456
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Edizione Italiana
Titolo: Pelle di leopardo
Ia ed: 2000
Editore: Longanesi
Pag: 456
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