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CINA DOPO MAO.
Chiedi la verità ai fatti.
Edito per la prima volta nel 1983,
"China after Mao: seek truth from facts"
(Penguin Books Ltd.) viene pubblicato in
Italia nel 1987 dalla Jaca Book. Questo
libro raccoglie le immagini
della Cina e dei cinesi visti da Liu Heung Shing
fotografo e giornalista dell'Associated
Press.
L'introduzione del volume è affidata a
Tiziano Terzani, grande conoscitore del
Paese asiatico e testimone in prima persona
dei risultati della "rivoluzione
culturale".
Le didascalie alle foto sono di Liu Heung
Shing, Victoria Graham e Klaus Bloemeker,
quest'ultimo curatore del testo.
La traduzione per l'edizione italiana è di
Anna De Lorenzi.
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Liu Heung Shing, nato a Hong Kong nel 1951, all'età di tre anni
viene mandato dalla sua famiglia nella provincia di Fu-jian, nella Cina sud orientale. Ritornato a Hong Kong nel 1962, si
trasferisce in seguito a New York. Nel 1971 si
iscrive allo Hunter College, per i corsi di scienze politiche e giornalismo. In questo periodo, Liu studia e lavora con Gion Mili di Life Magazine: i valori estetici ed editoriali di quest'ultimo
hanno su di lui profonda influenza.
La morte di Mao Tse Tung nel 1976 porta di nuovo Liu in Cina, con un incarico di Time Manzine. Cinque anni più tardi entra a far parte dell'Associated Press e
rimane all'ufficio A.P. di Pechino fino al 1985. Nei suoi nove anni in Cina, Liu fotografa i Cinesi così come
vanno emergendo dalla Rivoluzione Culturale, con i loro esperimenti di democrazia e di riforma economica, mentre
bevono Coca Cola nella Città Proibita degli antichi imperatori. In Cina, Liu incontra anche la sua futura moglie, Jacqueline,
studentessa francese di arte e cultura cinese. Ora hanno due figli. Dalla Cina Liu passa alla sede A.P. di Los Angeles, dove segue le Olimpiadi, la campagna presidenziale e le storie di Hollywood.
Alla fine del 1986 Liu si trasferisce a Nuova Delhi, come primo corrispondente stabile dell'A.P. nell'Asia meridionale. Da qui viaggia nel subcominente, fotografando le vicende della lotta politica in India, Sri Lanka, Pakistan e Bangladesh.
Nel 1992 insieme a Olga Shalygin, Czarek Sokolowski, Boris Yurchenko e Alexander Zemlianichenko,
vince il premio Pulitzer per le foto sul tentato colpo di stato e il crollo dell'Unione Sovietica.
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