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TUTTO
E' UNO: FOLCO TERZANI ALLA PIEVE DI ROMENA.
di Paola Segurini
In esclusiva per il TizianoTerzani.com
30 aprile 2006
Romena è speciale, proprio come Tiziano Terzani.
Entrambi entrano nel cuore, senza forzare, piano piano, e ci
rimangono. Il primo incontro tra Terzani e la fraternità di
“Gigi” è avvenuto nell’anno della sua scomparsa, il 2004, quando
i fotogrammi di Anam, il Senzanome, il delicato
documentario/intervista diretto da Mario Zanot, sono apparsi tra
le mura antiche della pieve in Casentino.
Le immagini dell’uomo che andava sorridendo incontro a una fine
annunciata, la sua risata contagiosa, i sui modi originali, le
parole incisive e accurate, i racconti e i giudizi forti
sull’attualità, avevano trovato una cornice semplice, attenta e
commossa, tra le decorazioni essenziali dei punti sacri e le
aperte navate romaniche, senza banchi, ma con una stuoia di
cocco per accoccolarsi ad ascoltare e a guardare. E tante
persone, molti giovani, attente. Qualche giorno fa, il ritorno:
un nuovo breve filmato, sempre ad opera di Zanot, e Folco, il
figlio dall'aria un po' Cherokee, che sta attraversando l'Italia
in un pellegrinaggio laico d’accompagnamento a “La fine è il mio
inizio”, uscito di recente per i tipi di Longanesi.
Dall’abside, che accoglie da secoli canti di lode, sale il coro
leggero di Govinda Hare, il mantra rasserenante che Tiziano
ascoltava negli ultimi tempi, bellissimo e struggente
nell’interpretazione del coro della fraternità. Di nuovo questo
spazio è pieno - ma è sempre così – intorno a Folco che parla
guidato dalle sensibili domande di Massimo Orlandi. Regna un
aria informale, un senso di gruppo. Il tempo scorre veloce,
sulla vita, sulla personalità del Tiziano-uomo, soprattutto del
Tiziano-babbo. Il ritratto combacia perfettamente con i
caratteri che affiorano dal dialogo riportato nel libro. Ma c’è
qualcosa in più. C’è la naturalezza del racconto di oggi. Folco
sorpreso dalla chiamata del genitore che vuole mettersi a sua
disposizione per rispondere a tutte le sue domande prima di
lasciare il mondo, Folco curioso di fronte a una vita tanto
ricca, Folco cauto davanti alla preparazione per il distacco,
Folco cresciuto considerando normale una famiglia speciale (chi
scrive ne ha avuta l'ennesima riprova assistendo alla serata di
Terranuova Bracciolini, il 5 maggio, a cui partecipavano anche le
dolcissime Angela e Saskia Terzani).
Il linguaggio spontaneo catalizza sguardi e orecchi: si
materializza un Tiziano vero, con i suoi pregi e con i suoi
difetti, una personalità affascinante e sempre in movimento, ma
anche ingombrante qualche volta, un babbo non facilissimo da
gestire. Si parla di morte, ma non c’è spazio per la malinconia,
tutta l’attenzione rimbalza tra le storie di viaggi, scuole,
partenze, traslochi, e la storia-storia di momenti cruciali. Si
discute con serenità quasi magica di fine dell'esistenza, di
accettazione, di distacco, ma anche di immedesimazione con ciò
che ci circonda. Il concetto di tutt'uno con la natura,
rafforzato dalla testimonianza sull’atteggiamento contemplativo
- interrotto dalle conversazioni con il figlio, ben vive e
colorate, come riporta l’audio del video proiettato oggi - in
cui Tiziano si era immerso sempre più, è intensificato dalla
forza dell'ambientazione odierna. Romena, porto di terra tra i
prati del Casentino, luogo mistico con radici profonde nella
complessità del quotidiano, pronto a trasformarsi in casa per
chi desidera un attimo di sosta nella ricerca del miglior modo
di essere (come insisteva “il vecchio dell’Orsigna”, che lo
giudicava la sua grande fortuna) soprattutto se stessi.
L’appuntamento con Folco, sorridente e gentile, a volte stupito
di fronte a un ruolo così importante, si conclude per far spazio
alla Messa e nessuno scappa via, nonostante ci sia il tempo per
farlo, perché…lì, a Romena, tutto è sembrato davvero uno.
(Paola Segurini per il TizianoTerzani.com,
Romena 30 Aprile 2006 - il blog di Paola Segurini:
http://gattivity.blogosfere.it
)

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